La sindrome del pesce: quando iniziamo a boccheggiare e tirare avanti

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Rifletto in questi giorni sull’importanza di dare una direzione creativa alla vita e riconoscere un senso costruttivo all’esistenza. La vita di ognuno di noi ha in sé un significato: per questo in ogni momento siamo responsabili di indirizzarla nel rispetto dei nostri valori, sogni, sentimenti. Siamo energia vitale da convogliare verso un obiettivo che ci rispecchi e restiamo sempre importanti anche quando ci trascuriamo e dimentichiamo di essere portatori di significato.

Soltanto riconoscendo quanto siamo preziosi e imparando ad ascoltarci, diventiamo pienamente autentici e abbiamo modo di sperimentare la felicità.

Eppure senza accorgercene a volte passiamo dal vivere all’esistere, dal respirare al boccheggiare, dal direzionarci al tirare avanti.

Capita quando l’ansia da obiettivo ci fa identificare con i risultati che raggiungiamo. Quando mettiamo da parte la nostra voce e vocazione perché esprimerle ci risulta faticoso. Quando neghiamo i nostri bisogni e ci stritoliamo nel corpo. Quando preferiamo le relazioni comode a quelle che ci fanno mettere in gioco.

A un certo punto – e spesso non capiamo quale sia il momento preciso del passaggio – ci troviamo a non essere più protagonisti della nostra vita, a privarci del potere di scelta e azione. E’ come se fossimo travolti da altro che diventa prioritario rispetto a noi e al nostro significato profondo. Ci decentriamo e iniziamo a vivere, come i pesci. Quasi in apnea, respirando al minimo e muovendoci senza rumore, per sentire meno e fare di più.

Cosa aspetti a ritornare umano, pesciolino?

Vivere con significato è molto più che raggiungere un obiettivo: è essere consapevole di esistere al di là dei tuoi risultati. Tu vali sempre e comunque di più. Non sei qui per tirare avanti, nella chiusura e nella contrazione, ma per essere felice e aperto: perciò centrati, ascoltati e direzionati.

Qui e ora. Torna alla vita. Togli le branchie.

Respira profondamente a pieni polmoni.

Ribellati, se ti va. E fai sentire la tua voce quando è troppo.

Sei umano. Avanti tutta, pesciolino.

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